Coltiviamo i nostri prodotti seguendo i criteri dell’agricoltura biologica, ben conoscendo le difficoltà che questo metodo comporta, per le limitazioni di intervento sia a livello di gestione colturale che in risposta ad attacchi parassitari.

    Così evitiamo l’impiego dei fertilizzanti chimici (il letame è il migliore amico della terra!), passiamo ore ed ore a togliere l’erba a mano o con piccoli attrezzi, prediligiamo la tecnica della pacciamatura (con film biodegradabile im mater bi,  paglia, o film plastico quando necessario) e del pirodiserbo per il contenimento delle erbe infestanti.

    Cerchiamo di lasciare il più possibile l’interfila inerbito, per mantenere un adeguato grado di sostanza organica nel suolo, prevenire il dilavamento causato dalle piogge e garantire un’elevata biodiversità dell’artropodofauna utile (cioè gli insetti utili!).

    Questo è un aspetto cruciale, insieme alla conservazione della vegetazione spontanea nei pressi delle colture (bordi strada, canali, aree improduttive…), alla semina di miscele di sementi selezionate per creare una grande biodiversità, all’utilizzo delle consociazioni e delle rotazioni, per la tutela della biodiversità dell’ecosistema. Un dovere per l’ambiente, in un mondo già eccessivamente antropizzato; un piacere per tutti, per godere della natura preservata nella sua bellezza (anche l’occhio dell’agricoltore vuole la sua parte!); una strategia imbattibile per il contenimento degli insetti dannosi. Infatti la salvaguardia del complesso di insetti antagonisti (o utili) spontaneamente presenti nell’agroecosistema, garantisce solitamente l’instaurarsi di un equilibrio ottimale tra questi e i fitofagi (gli insetti che si nutrono e spese del vegetale) anche nelle coltivazioni; ovviamente gli antagonisti colonizzano la coltura solo se si evita un impiego indiscriminato di prodotti antiparassitari …

    Ad esempio, nelle nostre coltivazioni di fragola, un attento monitoraggio dei principali fitofagi ci consente di individuare i momenti più critici, intervenendo, se necessario, con il rilascio di ausiliari (sempre loro, gli insetti utili!) disponibili in commercio: antocoridi predatori del genere Orius contro i tripidi (per fortuna di solito gli Orius arrivano da soli!); acari fitoseidi contro i tetranichidi (il temibile ragnetto rosso, potenzialmente molto dannoso laddove l’uso di fitofarmaci piretroidi decimi le popolazioni dei loro nemici naturali, appunto i fitoseidi)… Per ridurre la migrazione dei miridi (fitofagi particolarmente temuti dai fragolicoltori) dall’ambiente circostante su fragola, evitiamo lo sfalcio contemporaneo delle colture pratensi attigue alle coltivazioni: garantendo sempre una cotica erbacea a loro favorevole, le nostre fragole sono meno prese di mira!

    Cerchiamo di tenerci il più possibile aggiornati anche sui fitofagi di recente introduzione nel nostro Paese, potenzialmente dannosi proprio perché sprovvisti dei loro limitatori naturali presenti nelle zone d’origine: così, ad esempio, su mirtillo e su lampone semplici trappole a caduta (nient’altro che bottiglie di plastica forate) riempite con aceto di mele ci permettono di monitorare la presenza di Drosophila suzukii, mentre sui castagni circostanti gli appezzamenti di lampone l’introduzione del limitatore naturale Torymus sinensis permette di controllare le pullulazioni del cinipide galligeno del castagno.

    …..E quando indispensabile ricorriamo all’utilizzo di prodotti come azadiractina, olio minerale, pietrine, rianodina, spinosad, zolfo e altri, caratterizzati da una marcata efficacia ma un’elevata selettività nei confronti dei predatori, una ridotta tossicità nei confronti dell’operatore, una scarsa residualità: non per niente sono ammessi in agricoltura biologica!

     

     

     

    API e MIELE

    Fin dalla nascita dell’azienda abbiamo creduto nell’allevamento delle api come attività strettamente legata a quella della coltivazione, poiché conosciamo il ruolo fondamentale che esse svolgono nel mantenimento dell’ecosistema e della biodiversità, inoltre il miele è un alimento genuino dalle caratteristiche eccezionali il cui consumo è in continuo aumento.

    Proprio per questi motivi abbiamo in azienda un piccolo numero di arnie che spostiamo seguendo il ritmo delle nostre coltivazioni e dalle quali produciamo anche piccole quantità di ottimo miele.